venerdì 13 dicembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Nicola Funari (del Gruppo Misto), sesto incontro.



Promosso da Fondamente  per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 5 dicembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro (il sesto della serie) con il consigliere comunale di Venezia Nicola Funari del Gruppo Misto che ci ha raccontato la sua attuale esperienza in Consiglio Comunale con molti particolari e vicende interessanti in cui è stato coinvolto, nonchè il suo impegno da sempre come cittadino nel sociale: Nicola Funari si definisce di ispirazione Cristiano Sociale e da questo derivano tutte le sue attività civili, sociali e politiche con aspetti di concretezza e fattività.
Alcuni spunti da quanto affermato da Nicola Funari durante l’incontro: di nascita romano si è poi trasferito a Venezia dove, lavorando in qualità di commercialista, ha sempre lavorato nel campo del volontariato organizzando vari centri sociali, case di riposo e la prima comunità per tossicodipendenti per poi passare alla Caritas; inizialmente iscritto nella Democrazia Cristiana, l’ala sinistra di base della DC, è entrato nella politica attiva contribuendo alla fondazione dell’Italia dei Valori (IDV) da cui poi è stato estromesso circa 2 anni fa, ovvero poco dopo le elezioni a Sindaco di Venezia di Orsoni, al cui programma elettorale e di lavoro aveva aderito, perchè ha espresso le sue opinioni in maniera indipendente ed autonoma dalle linee del partito, in quanto già dall’approvazione del primo bilancio comunale aveva messo in evidenza che tale programma non era stato rispettato ne tantomeno cercato di attuare soprattutto per quanto riguarda il Lido ed i vari commissariamenti le cui azioni son state tutte avvallate dal Sindaco e dalla Giunta.
Precedentemente a questa sua esperienza in Comune, Funari aveva ricoperto la carica di Assessore alla Cultura in Provincia facendo adottare un bando per organizzare i contributi ad associazioni, manifestazioni e progetti che altrimenti sarebbero stati erogati con metodi meno trasparenti.
Nicola Funari elogia e si identifica con quanto esprime l’attuale Papa Francesco che è in sintonia con lo spirito di servizio in politica e nella vita sociale che Nicola per tutta la vita cerca quotidianamente di attuare anche come volontario offrendo gratis il 50% del suo lavoro e delle sue consulenze in qualità di commercialista.
Funari dichiara di aver svolto con questo spirito di servizio la sua attività in Consiglio Comunale con interventi ed emendamenti continui, impegnandosi per la salvaguardia del territorio Veneziano per esempio dando voto contrario al progetto della darsena al Lido,  e così via citando il progetto delle villette a Caroman, il caso della gestione della Misericordia e la chiusura dell’Ospedale di San Clemente da lui voluto, per il quale è stato denunciato alla Corte dei Conti: Funari afferma che il Sindaco e la Giunta decidono su tutto senza passare attraverso il Consiglio.
Funari dice di essere sempre in contatto con i cittadini Veneziani di cui recepisce i malumori ed i desideri, ma quando si tratta di attuare alcune proposte e/o di intraprendere alcune lotte si ritrova spesso isolato e quindi lamenta che alla fine i veneziani non amano veramente la propria città: per avere un quadro completo e preciso di quanto da lui affermato e degli interventi degli altri  convenuti, vi invitiamo a seguire la video registrazione dell’incontro, qui di seguito postata.
 



lunedì 9 dicembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Cesare Campa (PDL), quinto incontro.


Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 26 novembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro (il quinto della serie) con il consigliere comunale di Venezia Cesare Campa del PDL che ci ha raccontato la sua attuale esperienza in Consiglio Comunale nonchè la sua precedente lunga attività politica iniziata quasi in concomitanza con il trasferimento dell’attività imprenditoriale/commerciale paterna e familiare da Murano a Spinea per questioni di approccio migliore alla fiscalità.
Cesara Campa entrò nella Democrazia Cristiana attorno alla metà degli anni ’60, poi fu eletto per la prima volta consigliere già nel 1975 e quindi dopo 2 legislature nel 1985 ricoperto incarico di Assessore ai Lavori Pubblici nella Giunta di centro sinistra presieduta dal Sindaco Laroni quando ancora i sindaci erano eletti dal Consiglio e non dai cittadini come avviene oggi. Cesare Campa inizia così ad illustrare la sua biografia sia di attività politica che personale, affermando che a quell’epoca i consigli di Quartiere e la vita politica in generale erano molto più partecipati di quanto non siano ora. Oggi, afferma sempre Campa, pur evidenziando che con l’elezione diretta del Sindaco vi sia una maggiore governabilità, il Consiglio Comunale è stato limitato in quelli che erano e che sono i suoi poteri di controllo ed indirizzo (e qui accenna come esempio alla questione della delibera di Consiglio per l’approvazione della fidejussione per la concessione della Misericordia che in ogni caso era stata già decisa in Giunta).
Parlando di democrazia quindi ora il Consiglio Comunale può incidere di meno su decisioni che in ogni caso vengono prese dalla Giunta.
Di seguito qualche altro spunto emerso nell’incontro con Cesare Campa.
Per Campa, data per dovuta e necessaria la riforma Bassanini che dovrebbe assicurare una maggior governabilità, ci vorrebbe un po’ in tutti gli amministratori una maggior  maturità e responsabilizzazione nell’esaminare gli atti e le situazioni aldilà dell’appartenenza alla minoranza o alla maggioranza.
Per Campa è scandaloso che non si possa decidere la persona per cui votare: bisogna arrivare ad una nuova leggere elettorale che permetta ai cittadini di scegliere la persona da cui si vuole essere rappresentati.
Nel 1994 viene chiamato in Forza Italia e qui viene candidato alle elezioni regionali del Veneto: eletto sempre con voti di preferenza (c’era il sistema proporzionale), viene nominato assessore regionale alla formazione e al lavoro.
Per Campa c’è stato un patto, un tacito accordo tra i politici alle ultime elezioni per una spartizione del territorio: il Veneto al Centro destra e Venezia al Centrosinistra.
Viene citata l’esperienza fatta come amministratore con i commercianti di via Piave per l’acquisto e la costruzione della fontana per l’abbellimento di via Piave stessa.
Le domande sono soprattutto rivolte da Giampietro Pizzo che chiede in sostanza s è ancora possibile attualmente scegliere un progetto città in maniera completa o bisogna invece tener contro di ogni singola questione anche se non rientra in un discorso di coerenza con un determinato progetto  sulla città. La politica secondo la visione di Giampietro Pizzo è l’arte di tenere assieme e di avere una visione complessiva, esula da quelli che sono i progetti e le decisioni che si attuano usualmente in un’azienda con dei fini specifici.
Campa sottolinea che è importante il principio della responsabilizzazione di tutti i cittadini non solo dei politici nella scelta dei processi sociali: anche i cittadini dovrebbero frequentare maggiormente i consigli comunali.
Il dibattito è poi proseguito toccando diverse altre questioni come Casinò, Murano, stipendi dei dirigenti pubblici, trasporto pubblico, interessi della categorie, commercio, residenzialità etc. etc, con i contributi di gran parte dei presenti tra cui Gilmo Ferialdi, Tomaso Minelli e Franco Zannini: si consiglia di ascoltare la videoregistrazione effettuata per una maggior completezza dell’informazione.

martedì 3 dicembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Beppe Caccia (Lista “In Comune”), quarto incontro.


Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 15 novembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con il consigliere comunale di Venezia Beppe Caccia della lista "In Comune" che ci ha raccontato la sua attuale esperienza in Consiglio Comunale nonchè la sua precedente attività di Assessore/amministratore nella Giunta Comunale di Venezia, in una biografia sia di attività politica che personale, che abbraccia un arco di tempo più che ventennale nonostante l'ancor giovane età: un interessantissimo excursus/promemoria storico delle attività politiche e istituzionali del Comune di Venezia e nel Comune di Venezia espresso con lucidità e chiarezza.
Ecco in sintesi alcuni argomenti trattati in una prospettiva temporale di medio/lungo periodo come affermato dallo stesso Giuseppe Caccia per inquadrare meglio nei suoi discorsi la situazione sociale e politica attuale e la sua attività, a cominciare dalla passione per la politica maturata sin dalla frequentazione Liceale e poi Universitaria nei movimenti sociali.
Iniziale esperienza anti istituzionale nel movimento per la pace, nel movimento anti nucleare e nella solidarietà internazionale.
Fondatore di una radio di movimento e poi di radio Sherwood; esperienza dei centri sociali autogestiti nei periodi tra Seattle e Genova contro la guerra in Iraq tra gli anni 1999/2004.
Da queste esperienze nasce l’impegno istituzionale attraverso il dibattito attorno all’autogoverno delle comunità che scaturiva dall’insurrezione Zapatista nel Messico del 1994, soprattutto di fronte alla vicenda leghista secessionista.
Dal primo mandato di Sindaco a Cacciari prima con il movimento dei Sindaci e poi del Nord Est, tra il 1996/1998 si è provato a declinare il tema del Federalismo e delle autonomie in chiave democratica cercando di non lasciare questi temi preda della propaganda della Lega e dei movimenti secessionista radicali.
Quindi a metà degli anni ’90 incontro con Gianfranco Bettin con in comune la ricerca di nuove forme di wellfare per arginare alcune forme di marginalità/devianza sociale che avevano causato parecchie morti per overdose e la diffusione dell’Hiv (AIDS): con il centro sociale Rivolta politiche di riduzione del danno in chiave antiproibizionista, ma affermando un’indipendenza dal consumo delle drogheèistituzione degli operatori di strada.
Quindi attività politica fondamentalmente finalizzata a 2 obiettivi: 1) Federalismo e Autonomie; 2) costruzione dal basso di nuove forme di wellfare in risposta alle contraddizioni sociali.
A questo punto nasce la candidatura di Giuseppe Caccia prodotta da una discussione collettiva e non da una scelta completamente individuale, una sfida insomma.
Continuando nell’excursus cronologicamente dopo l’interruzione a metà mandato della giunta Cacciari nasce la candidatura di Costa a Sindaco, candidatura considerata indigeribile e qui viene costituito il cosiddetto polo RossoVerde e la lista civica “Città Nuova”.
In questo periodo tra il 2001 e il 2005 Giuseppe Caccia è assessore alle Politiche Sociali e ai rapporti con il Volontariato. In questa amministrazione si compiono anche delle opere importanti come per esempio il parco urbano più grande d’Europa (parco di San Giuliano), la ricostruzione del teatro La Fenice, ma la Giunta Costa non affronta l’argomento  cruciale di chi decide in questa città, di quali sono i reali poteri forti e quindi attraverso queste contraddizioni irrisolte si arriva alla disastrosa vicenda Cacciari/Casson in cui vi è una netta chiusura delle nomenclature di partito per le prime primarie e per le nuove elezioni: dal polo Rosso verde fu scelta la candidatura di Casson per le sue battaglie giudiziarie.
Furono quindi attuati alcuni meccanismi di commissariamento portati tutti da una logica emergenziale su molte questioni (vedi il Lido) sottraendo pezzi di democrazia: questi commissariamenti, alcuni effetti vigenti tuttora, non si riescono a smontare facilmente, è molto faticoso per alcuni vincoli legislativi.
Alla domanda di Giampietro Pizzo che chiede a Beppe Caccia se si sente ingabbiato attualmente come consigliere e prima come amministratore in questi meccanismi di potere, Beppe Caccia risponde in maniera molto articolata facendo notare come è necessario analizzare queste problematiche in prospettive più ampie: le amministrazioni comunali sono profondamente mutate negli ultimi 15 anni e bisogna affrontare questo argomento con un ragionamento sui nessi amministrativi completamente diversi che sono stati stabiliti per esempio con l’introduzione dell’elezione diretta dei Sindaci stimolata dalla crisi della prima Repubblica attorno agli anni 1991/1993.
Cito: come la pianificazione statale precedente stava al fordismo così i nessi amministrativi e l’organizzazione del governo a livello locale sta alle reti produttive territorializzate del post fordismo.
In questa fase nasce e matura la critica alla globalizzazione neo liberista, al WTO, al Fondo Monetario Internazionale: nascono esperienze di autogoverno locale e le capacità di far rete: viene citata la “Carta dei diritti dell’uomo nelle Città” di Barcellona 1998 cui ha aderito Venezia assieme ad altre 40 città.
Invece in Italia l’80% dei costi dei vincoli del patto di stabilità Europea son stati fatti pagare alla finanza locale.
In particolare Venezia fino a qualche anno fa godeva di grossi introiti da Casinò e legge speciale: Casinò sino a 107 milioni di euro l’anno cioè il costo complessivo del welfare sociale, più 50/60 milioni l’anno dalla legge speciale; questo piatto ricco di risorse consentiva politiche di ridistribuzione avanzate e costruzione di servizi innovativi, ora invece oltre alla mancanza di questi introiti, le politiche di finanza pubblica hanno anche la valenza negativa che ahnno a che fare con i vincoli e quindi sono ridotti i margini effettivi di autogoverno locale perché sei anche condizionato su come e dove devi spendere i danari pubblici, puoi spendere solo in una determinata direzione.
 A tutto questo si aggiunge a Venezia lo storico problema: quali sono i poteri reali e qual’è la sovranità effettiva, vi è qualche tacito scambio?!
Continuando con la citazione del filosofo Francese Etienne Balibar e le sue riflessioni sulla definita “cittadinanza insorgente”, vengono poste altre domande a Beppe Caccia cui segue un interessante dibattito che si invita ad ascoltare nella video registrazione completa dell’incontro postata qui qui seguito.


domenica 1 dicembre 2013

Euro maidan per l'Ucraina in Europa a Venezia.

Alcuni momenti della pacifica manifestazione di cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori Ucraini in Italia per protestare contro il mancato accordo di entrata dell'Ucraina in Europa (euro maidan in lingua Ucraina vuol dire protesta in piazza -maidan appunto- per l'Europa) deciso dall'attuale Governo Ucraino guidato da Yanukovich: la manifestazione ha visto partecipare sotto la guida della Presidentessa dell'Associazione Cuturale Ucraina Più, la signora Tamara Pozdnyakova, persone provenienti da Venezia, da Mestre e in generale da tutto il Veneto che hanno espresso le loro proteste anche cantando per l'ennesimo colpo alle loro speranze di entrare come popolo e Nazione nell'Europa Unita.

venerdì 29 novembre 2013

Conferenza su Statuto del Comune di Venezia e suo regolamento attuativo di democrazia partecipativa

Promosso da Fondamente  il 13 novembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia ( http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con i rappresentanti del "Coordinamento io decido" che hanno introdotto alle seguenti tematiche sugli strumenti adottati dal Comune di Venezia per la democrazia partecipativa e precisamente l'incontro ha avuto questo sviluppo:
1) Breve introduzione sulla Democrazia Partecipata (Gilberto Brait)
2) L'introduzione nello Statuto Comunale di Venezia dei principi della Democrazia Partecipata (Emanuela Amici e Mario Santi)
3) Il regolamento applicativo con particolare enfasi sugli strumenti (Emanuela Amici e Mario Santi).

E' stata un'occasione per conoscere, far conoscere e discutere su come rendere più aperta e partecipata a tutti i cittadini da sedici anni in su, residenti nel territorio comunale di Venezia, l'Istituzione Comunale e le tematiche amministrative ad essa collegate, dotando i cittadini di Venezia di strumenti per poter proporre, intervenire, analizzare e/o contestare delibere e processi decisionali che interessano la comunità cittadina come per esempio il bilancio, l'analisi del bilancio comunale che così diventa un bilancio partecipativo.
Con tali strumenti vi può essere per legge anche in Italia, un dibattito pubblico, pubblico quindi aperto a tutti i cittadini, per l'analisi e la definizione delle grandi opere come per esempio la TAV.
Le decisioni così dovrebbero essere maggiormente condivise, facendo aumentare la responsabilità dei cittadini, accrescendo la cultura civica e aumentando la responsabilità dei cittadini, Si sviluppa il senso di comunità ed i saperi dovrebbero essere maggiormente diffusi e ci si riappropria della politica: tutti vantaggi messi in evidenza e illustrati da Gilberto Brait e dagli altri
Già nel 1998 a Barcellona è stata sottoscritta la "Carta Europea dei diritti dell'uomo nelle città" da 40 città compresa anche Venezia.
Alcuni strumenti previsti dal regolamento: delibera d'iniziativa popolare, istruttoria partecipata, istanza, petizione, abbassamento del quorum del referendum etc. etc..
Da rivedere la raccolta delle firme.
Per ulteriori informazioni consigliamo di visionare tutta la video/registrazione.

giovedì 7 novembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Gianluigi Placella (M5S), terzo incontro


Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 4 novembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con il consigliere comunale di Venezia Gianluigi Placella del Movimento 5 Stelle che ci ha raccontato la sua nuova e appena iniziata esperienza in Consiglio Comunale per essere stato chiamato a sostituire il Consigliere dimissionario Gavagnin solo pochi mesi fa.
Nell'esposizione stringata della sua biografia fanno spicco la sua esperienza come medico ortopedico ospedaliero da alcuni anni in pensione, la sua partecipazione come atleta nazionale di scherma alle Olimpiadi di Monaco del 1972, nessun precedente nell’attività politica, e la sua partecipazione al Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino con cui ha organizzato anche qua a Venezia alcuni incontri.
Qui di seguito vengono riportati alcuni spunti tratti dalle parole di Gianluigi Placella che si definisce un cittadino prestato alla politica, cittadino che occupa questo seggio in Consiglio perché altri candidati al seggio più giovani che erano avanti per diritto di precedenza nella lista dei votati, hanno, per questioni di tempo legati specialmente ad impegni di lavoro non concilianti con il tempo da dedicare all’attività di consigliere comunale, rinunciato all’incarico, cosa abbastanza rara, sottolinea Placella, nella politica.
Nell’attività del Consiglio comunale Gianluigi Placella ha assistito spesso ad un gioco delle parti tra maggioranza e minoranze, anche all’interno delle stesse coalizioni, dinamiche di potere con segnali non espliciti, non chiari e quindi non imputabili o esplicitamente contestabili, di contrapposizioni che sono potenziali ostacoli allo svolgimento di determinate azioni: nella registrazione video fa l’esempio della notte del bilancio (giornata in cui è stato approvato il bilancio).
Anche se la parola consociativismo (che prevede accordi di interesse) non è stata apertamente nominata, pur tuttavia, nell’attività del consiglio si scende spesso a compromessi che presuppongono una gestione corporativistica, invece dell’auspicabile forma di conciliazione che invece presuppone una gestione sociale, appunto auspicabile da Placella.
Placella ha la sensazione che spesso si assiste a un mercato della vacche, non per mancanza esplicita di competenze e preparazione professionale da parte di molti consiglieri, ma perché c’è un sistema che per consuetudine lavora in un certo modo: ci sono tantissime individualità che non aspettano altro di poter credere e poter seguire input diversi. Ad un’inerzia culturale insita vi è anche la possibilità/probabilità che certe azioni nascondano interessi di parte (citate le questioni Casinò e MOSE).
Secondo Placella sarebbe da distinguere Venezia da Mestre, mette in evidenza che sono 2 realtà molto diverse: Placella ha il sentore che si stia andando verso la vendita di Venezia insulare, e la città metropolitana, la ventilata PATREVE, potrebbe far in modo che la gestione privata e privatistica della città si aggravi ancor di più e che in futuro si potrebbe dare in concessione anche l’intera isola di Venezia come per esempio oggi si è data in concessione la Misericordia per 40 anni!
Anche i Centri Commerciali sono isole private mentre qui a Venezia ci sarebbe più che mai bisogno di negozi di vicinato per i cittadini.
Secondo Giampietro Pizzo che interviene anche come stimolatore/moderatore del dibattito, la fabbrica del turismo non è un dato acquisito come sembra sia appurato dagli attuali amministratori della città, si può ancora sterzare e concorda con Placella che a Venezia va ripristinata una biodiversità sul piano del tessuto economico e sociale.
Certamente si fa fatica a contrastare l’economia legata al turismo, la monocultura imperante, e di questo ne risente tutta la città che è diventata invivibile per i Veneziani e tocca da vicino anche la finora fallimentare politica della residenzialità, l’esodo continuo verso la terraferma, problema su cui sono intervenuti con visioni abbastanza convergenti molti dei presenti al dibattito.
Secondo l’attuale trend se un residente non produce turismo e/o attività produttive legate al turismo per l’amministratore diventa un intrigo, perchè bisogna spendere in servizi al cittadino, mentre  ad una massa di turisti sempre se ne sostituisce un’altra, pur se maltrattati anche loro per la carenza e l’alto costo dei servizi (vedi ad esempio l’alto prezzo dei biglietti del trasporto pubblico).
Nella politica della residenza sinora c’è stata poca trasparenza nei criteri gestionali soprattutto da parte dell’ATER, oltre che del Comune.
Il tram che fa capolinea a San Basilio per esempio non offre niente al quartiere, ai residenti di quella zona, e per le stesse premesse con cui viene affrontata l’idea, questo avrebbe potuto far ugualmente capolinea nel sestiere di Cannaregio!
Maurizio Ruzzene solleva le questioni del debito pubblico e della finanza che impediscono di fare alcunché per la comunità e per i cittadini, perchè i giochi li fa il sistema e le redini son tirate dal sistema economico/finnaziario medesimo: Ruzzene comunque fa notare che vi è un gruppo di cittadini che spinge per cercare di risocializzare e di rendere nuovamente pubblica la Cassa Depositi e Prestiti e per questo vi sarà una dimostrazione davanti agli uffici postali nei prossimi giorni: i risparmi postali vanno alla Cassa Dep. e Prestiti che finanzia le attività pubbliche e i Governi, e ciò non avviene perché al momento la Cassa Dep. e Prestiti è stata privatizzata.  Ruzzene afferma che Grillo e il Movimento 5 Stelle specie in passato erano abbastanza sensibili a queste problematiche e chiede che vengano riprese in considerazione con energia.
Giulio Coniglio nel suo intervento afferma che a Venezia vi sono dei poteri forti, una specie di cartello che impedisce che vi sia una reale politica di servizi rivolta ai residenti, per gli abitanti veneziani.
Placella rispondendo a Ruzzene afferma che sono ben accette tutte le proposte fatte da cittadini professionalmente competenti nelle loro rispettive materie e afferma ad esempio che anche nel comitato No Mose vi sono delle eccellenti professionalità.
Menzionando il cartello scritto e visibile durante le proteste per il passaggio delle grandi navi (Venezia muore per il turismo), Placella afferma che per Venezia si potrebbero richiedere ed esigere condizioni molto più vantaggiose per la città ed i suoi cittadini.
Vito Simi de Burgis  accennando al grave problema della residenzialità ed al conseguente continuo spopolamento del centro storico, chiede che per alcune case comunali in affitto ai residenti Veneziani da più di venti/trent’anni  in centro storico, vi sia la possibilità di essere acquistate a riscatto dagli affittuari, naturalmente vincolandone l’acquisto a determinate condizioni e questo per garantire anche ai propri figli una residenzialità certa e sicura in questo periodo in cui il trend verso lo spopolamento del centro storico tende sempre più ad aumentare.
Placella risponde che certamente un  ricambio abitativo in questi casi potrebbe essere opportuno ed una certa dose di alienazione potrebbe essere effettuata.
Il dibattito che si consiglia di seguire nella videoregistrazione per una maggiore completezza informativa e per evidenziarne l’ottima predisposizione all’ascolto ed al dialogo oltre che del consigliere anche di tutti i convenuti, termina con le considerazioni di Gianluigi Placella che afferma che con questo sistema economico siamo portati a dimenticare che siamo titolari di diritti fondamentali, ne abbiamo perso la consapevolezza e dobbiamo riacquistarla; attualmente nella società vi è una prevalenza del potere economico sull’idea di una reale democrazia e ci siamo dimenticati che il diritto fondamentale è quello di esistere: con quanto è stato fatto sinora attraverso il Movimento 5 Stelle si invitano tutti i cittadini a riappropriarcene.

sabato 2 novembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Claudio Borghello (PD), secondo incontro.



Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 30 ottobre 2013 presso la Casa dei Mori, in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con il consigliere comunale di Venezia Claudio Borghello /capogruppo PD partito di maggioranza in Consiglio) che ci ha raccontato la sua esperienza in Consiglio Comunale da 13 anni, la sua biografia, per poi arrivare a dibattere assieme ai presenti aspetti, nodi e questioni dell'agenda politica cittadina Veneziana.
Son state manifestate da parte di Borghello le difficoltà di tenere assieme una coalizione, di custodire un programma elettorale, delle grandi difficoltà di comunicazione verso la città e verso i cittadini, dei rapporti con il Sindaco e la Giunta che secondo Borghello, per l'attuale Testo Unico degli Enti locali ha un grande potere che riduce il potere di controllo e indirizzo del Consiglio con conseguente distacco tra le parti amministrative.
Son state sottolineate le differenze di approccio tra la precedente Giunta guidata da Cacciari e l'attuale Giunta guidata da Orsoni.
Secondo Borghello i veri problemi nascono dalla mancanza di una vera opposizione stimolante e soprattutto dalla mancanza di fondi: non vi è più la possibilità di accedere ai fondi ed ai residui della Legge Speciale e i fondi del Casinò sono drasticamente diminuiti; quindi il ritardo del programma di governo della città avviene perchè non vi sono le stesse condizioni economiche del 2010. In più Borghello sottolinea che su molte questioni i media mal informano i cittadini citando più commenti che reali dati e provvedimenti creando conseguente disinformazione e distacco con la Città. Son stati anche trattati i problemi del traffico in Canal Grande, dell'auspicabile riorganizzazione della Polizia Municipale, si è accennato al quadrante di Tessera, alle problematiche del Turismo a Venezia, allo spopolamento di Marghera ed alle problematiche di Mestre che secondo Claudio Borghello ha grandi potenzialità anche nel campo del turismo.
C'è stato anche qualche accenno alla difficoltà dei rapporti con i Dirigenti Comunali. Accenni anche alla situazione dello spostamento di molti uffici Comunali e quindi di dipendenti al Tronchetto.
Riassumendo appare che sia data priorità alla stabilità della coalizione a scapito di una reale governabilità.
Riguardo le problematiche della comunicazione, nel suo intervento Giovanni Levi fa notare che usualmente la politica istituzionale si rivolge alle categorie costituite, alle chiamiamole corporazioni (albergatori, commercianti, motoscafisti, gondolieri etc.etc.), mente si dovrebbero rivolgere anche e maggiormente alle problematiche proposte dai cittadini come per esempio al movimento no alle grandi navi, al movimento per la sanità a Venezia e via così.
Giulio Maria Coniglio, esprime il suo punto di vista sul turismo, sulle sue connessioni e su tutta l’economia indotta che ne consegue, facendo comunque notare che a Venezia vi è una grossa base di poteri forti, un cartello, usando la sua terminologia,  che non permette che le cose si svolgano in una maniera più trasparente e meno vincolata, condizionando la politica nel sociale e come conseguenza i residenti non ne hanno un reale beneficio.
Secondo Giampietro Pizzo che ha svolto in parte il compito di moderatore ed in parte il compito di contraltare, la crisi che sta vivendo la città è sostanzialmente dovuta ad una privatizzazione degli utili e dei profitti ed alla socializzazione delle perdite.
Sempre per Giampietro Pizzo, le regole decisionali applicate ora assomigliano di più a quelle della "fabbrica" che a quelle per la città.