venerdì 5 dicembre 2014

Sostenibilità ambientale e risparmio energetico a cura di Cinzia Giovine

Come Associazione Fondamente il 19 novembre 2014 abbiamo organizzato presso la  Casa dei Mori un incontro con Cinza Giovine sui temi della sostenilità ambientale e del risparmio energetico, temi attualissimi e molto correlati tra loro che coinvolgono tutta l'Umanità per le ricadute positive che ci sarebbero se ci fosse una notevole e drastica inversione di tendenza rispetto a quanto stiamo vivendo sino ad oggi.
Cinzia Giovine, architetto e designer libera professionista dal 1980 al 1993, ricercatrice sui temi della storia e critica del design, arte e architettura nel set-design, in Canada, Germania e U.S.A. dal 1992 al 1998, dal 2005 lavora ed esercita nella Pubblica Amministrazione, attualmente nei LLPP, settore Edilizia Scolastica del Comune di Venezia, sulla riqualificazione energetica degli edifici e sulla bioarchitettura. E' interessata ad introdurre i temi dell'energia e dell'orizzonte produttivo implicato, della riqualificazione energetica a costo zero per gli edifici della P.A. e di quello che si potrebbe fare anche nell'edilizia privata.
Riportiamo con piacere e interesse il testo intero della sua relazione:
"La Sostenibilità ambientale è una qualità dell’azione umana dalla quale non è più possibile prescindere e sono ineludibili le ragioni che devono spingerci ad assumerla come quadro di riferimento per i settori gestionali della società contemporanea.

La Sostenibilità è strettamente legata al risparmio energetico ed alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ma come si origina questa connessione? Come realizzare le une per sostenere l’altra?
Da queste domande prende spunto la riflessione che dà vita a questo incontro per condividere informazioni e riflessioni con un percorso tematico delineato attraverso tre temi che sono stati selezionati tra i tanti possibili, ovvero:
·         Concetti cardine presenti in due fondamentali direttive europee recentemente recepite dalla normativa italiana
·         Realizzazioni concretizzate attraverso il rapporto tra risparmio programmato assunto come risorsa finanziaria: due esempi nel settore pubblico, il PAES del Comune di Venezia e l’EPC della Provincia di Milano, ed un esempio nel privato, quello di un tassista romano.
·         Benefici economici del vede pubblico come infrastruttura, la visione della L.10/2013
 L’energia non è fine a se stessa, ma è il mezzo di cui ci avvaliamo per costruire e usare beni, siano essi la nostra casa e la sua climatizzazione, utensili, mezzi di trasporto, di comunicazione, ecc. Tradizionalmente, la produzione di energia deriva da fonti fossili, attraverso un processo di combustione che, però  è anche causa delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

I gas serra sono sempre stati presenti in natura, ma l’aumento delle immissioni derivanti dalle attività umane degli ultimi sessant’anni ha visto un’escalation senza precedenti. E senza precedenti sono gli effetti in termini di alterazione del clima e inquinamento con ricadute negative su tutto l’ecosistema, il quale include la nostra salute.  
In altre parole, la quantità di CO2 che viene prodotta causato dal nostro stile di sviluppo, va ben oltre la capacità di neutralizzazione che potrebbe essere messa in atto da processi naturali, come ad esempio quello della fotosintesi clorofilliana. È così che i gas serra, ed in particolare la CO2 si accumulano producendo le alterazioni di cui si diceva.

L’abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera è urgente e può trovare un positivo  innesco nell’azione combinata di minor richiesta di energia e di produzione di energia a emissioni zero, ovvero con ricorrendo alle fonti rinnovabili.

Allo stato dei fatti, le prime domande che vengono in mente sono: cosa è possibile fare?
Quali i mezzi finanziari per attuare azioni positive?

Partiamo dallo stato dell’arte della normativa, ovvero focalizzando ciò che è consentito fare. In particolare su due direttive europee e sui principi a queste sottesi.

Stiamo parlando della direttiva 2010/31, detta anche pacchetto energia 20-20-20, e della successiva direttiva 2012/27 naturale integrazione e perfezionamento della prima. Preciso che entrambe sono già state recepite dalla normativa italiana[1].

Entrambe le direttive pongono l’obiettivo della graduale dismissione delle fonti fossili  per la produzione di energia, mediante impiego sempre più ampio di tecnologie che impieghino fonti energetiche rinnovabili. Unitamente a ciò, l’impegno di tutti gli Stati mambri dell’Unione deve prevedere anche l’adozione di sistemi produttivi e di consumo energeticamente efficienti.
La prima direttiva ci informa che gli edifici sono responsabili del 40 % del consumo globale di energia nell’Unione, pari al 36% delle emissioni nocive. E che la prospettiva di espansione del settore implica maggiore richiesta di energia. Nel 2020 il traguardo sarà:
1) la copertura del 20% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili;
2)la riduzione del 20% delle emissioni dannose ponendo come livello di confronto quelle relative al 1990

L’obiettivo posto è quello di allinearsi a quanto indicato nel Protocollo di Kyoto e agevolarne l’attuazione.

Se consideriamo che già oggi è possibile ottenere edifici a bilancio energetico quasi zero a zero, capiamo le potenzialità insite nel risparmio energetico al fine di ridurre le emissioni nocive.

Fonti della Regione Lombardia indicano, ad esempio, che ogni kWh elettrico generato con l’impiego di fonti fossili provoca l’immissione in atmosfera di 0,4332 Kg di CO2. Se rapportiamo questo dato allo schema dei consumi abbinato alle classi energetiche degli edifici, possiamo rilevare che tra la classe energetica A e la classe energetica G può intercorrere una differenza di immissioni di CO2 non inferiore a 700 Kg di CO2 annui[2] per ogni unità abitativa ipotizzata di 100 mq.

La stessa direttiva, prescrive anche che le nuove costruzioni dovranno essere a bilancio energetico quasi zero entro il 2020 per i privati ed entro il 2018 per l’edificazione patrocinata dalla Pubblica Amministrazione.

La direttiva 2012/27  sposta al 2050 il limite temporale ma alza il livello degli obiettivi fino a prevedere produzione di energia elettrica a livello comunitario a zero emissioni e riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare della PA centrale ad un ritmo del 3% annuo[3]. Alla PA è esplicitamente assegnato un ruolo guida e di esempio.

A supporto delle azioni previste dalla normativa, al fine di sistematizzare la materia e produrre dei database omogenei a livello comunitario sono stati adottati degli strumenti di indagine quale è quello della diagnosi energetica. Questa indagine, strumentale alla redazione dell’attestato di prestazione energetica per ogni unità immobiliare/edificio soggetto a transazione commerciale, vendita o locazione, diventa anche l’avvio di una complessa operazione di creazione di database nazionali per monitorare lo stato di fatto del patrimonio edilizio da un punto di vista energetico.

Ed ecco che passiamo al secondo punto, quello che riguarda il cosa è già in atto rispetto a queste indicazioni  normative. Cominciamo con due esempi relativi a due Enti Pubblici, il Comune di Venezia e la Provincia di Milano.

Nel 2008 la Commissione europea promuove il Patto dei Sindaci, un impegno per la promozione di tutte le azioni collegate ad una politica della risparmio energetico, della produzione di energia da fonti rinnovabili, finalizzati all’abbattimento di gas climalteranti.
L’adesione implica la redazione di un Piano di azione per l’impiego di energia sostenibile e la realizzazione di opere e provvedimenti indirizzati all’efficienza energetica.

Il Comune di Venezia aderisce al Patto dei Sindaci nel 2011 e l’anno successivo approva il proprio PAES il quale ha caratteristiche ben precise, prima fra tutte la scelta di inserire azioni già previste nel programma dei LLPP al fine di conseguire con la massima certezza il mantenimento all’impegno di realizzazione delle azioni stesse.

Il PAES raccoglie in cinque schede una serie di progetti realizzati dalla PA e da altri soggetti cointeressati nell’obiettivo posto, ovvero: ridurre del 20%, sulla base dei dati del 2005, le emissioni di CO2 al 2020. Queste le azioni:

1 F.R.E.E.: FONTI RINNOVABILI ED EFFICIENZA ENERGETICA
Realizzata mediante installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di edifici pubblici e privati, centrale a biomassa (rigenerazione, realizzazione Veritas), anche LL su involucri edilizi (Isola della Certosa)
2 P.U.R.E.: PIANIFICAZIONE URBANISTICA E REGOLAMENTO EDILIZIO
Integrazione al Regolamento edilizio, non ancora adottato
3 MO.VE.: MOBILITÀ SOSTENIBILE PER VENEZIA
In fase di esecuzione con biciplan-bikesharing, tram, car sarin, ecc.
4 L.I.VE.: LUCE ED ILLUMINAZIONE EFFICIENTE PER VENEZIA
In fase di esecuzione nell’ambito del contratto di gestione energetica sezione illuminazione
5 IN.FO.: INFORMAZIONE E FORMAZIONE
In fase di esecuzione mediante AGIRE

Le tonnellate di CO2 inventariate su base dati anno 2005 risultano essere 1.494.744 per anno. Le azioni sopra elencate consentono di prevedere al 2020 un abbattimento annuo di 338.393 t  di CO2  corrispondente ad oltre il 22%.

Ad esempio, per l’azione 4, con una gara ad aggiudicazione di offerta economicamente più vantaggiosa, nel 2012 è stato stipulato un contratto di nove anni per l’illuminazione pubblica che prevedeva un canone annuo di 6.700.000,00 € al’interno del quale oltre alla gestione veniva chiesto alla ditta esecutrice il rinnovo di tutti i corpi illuminanti con altri a tecnologia led. La ditta aggiudicatrice ha avviato immediatamente la miglioria richiesta. In questa maniera il consumo di 24.500.000 kWh/anno è stato abbattuto di circa il 24%, diventando di 18.500.000 kWh/anno. L’operazione è stata eseguita a intero carico del gestore che si ripaga dell’investimento mediante il canone. Ovvero, sulla base dei consumi è stato calcolato un canone di gestione degli impianti (consumi e manutenzione). In altre parole, i lavori volti al risparmio energetico sono stati finanziati con l’utilizzo delle somme non spese derivanti dal risparmio programmato. Inoltre, il beneficio del risparmio oltre che in termini economici rispetto alla manutenzione, ha conseguito anche una consistente riduzione di emissioni di CO2.

Sempre in ambito PAES, si sviluppa l’azione coordinata dalla Provincia di Milano, la quale ha coordinato l’efficientamento di 98 edifici pubblici, in prevalenza scuole, di proprietà di 16 Comuni dell’hinterland milanese, tutti aderenti al Patto dei Sindaci.

L’investimento, completamente a carico di un consorzio di imprese costituito da quattro Energy Service Companies (ESCOs), Olicar, Carbotermo, Evolve e PrimaVera, ammonta a 13 Milioni di euro e prevede l’isolamento degli involucri edilizi, la sostituzione degli impianti termici ed elettrici con l’adozione di Micro-Cogeneratori e Pompe di Calore, la realizzazione di impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria, la gestione degli impianti tramite telecontrollo.
Il risparmio annuale garantito dalle ESCOs è di oltre 1,3 milioni di Euro, pari al 35% rispetto ai costi attuali, dei quali il 5% resterà fin dal primo anno di concessione nelle disponibilità dei Comuni, in termini di riduzione di spesa a valere sui bilanci comunali.
Il finanziamento delle opere è assicurato da un prestito agevolato della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) erogato direttamente alla Esco. Il meccanismo contrattuale consentirà di ripagare il prestito alla BEI con la quota prevalente dei risparmi che si otterranno con gli interventi di riqualificazione energetica. Alla conclusione del contratto che durerà 15 anni, il 100% del “risparmio” sarà di competenza dei Comuni.

Il meccanismo contrattuale è relativamente semplice: a fronte della riqualificazione energetica degli edifici e della loro gestione, il Comune da una parte paga direttamente il combustibile e l’energia elettrica e dall’altra parte corrisponde alla Esco un Canone che viene stabilito di anno in anno sulla base di un cosiddetto “Saldo di Periodo”. Se il Risparmio Energetico Effettivo è minore del Risparmio Energetico Garantito, il Comune tratterrà la differenza dal Canone; nel caso contrario e auspicato in cui il Risparmio Effettivo sia maggiore del Risparmio Garantito, i maggiori benefici conseguiti saranno ripartiti tra il Comune e la Esco.
I Comuni usufruiscono comunque di uno sgravio di bilancio del 5% del risparmio garantito per tutta la durata della concessione tramite la sottoscrizione da parte della ESCO di un Performance Bond, ovvero di un’assicurazione sulle prestazioni degli interventi di riqualificazione energetica.
Anche i criteri di aggiudicazione delle concessioni sono innovativi e ricalcano le linee guida
sviluppate dall’Agenzia per l’Energia di Berlino e ampiamente diffuse in Germania e in Austria.

Infine, grazie ai Fondi del programma di Assistenza Tecnica ELENA (European Local Energy Assistance) è stato possibile disporre di uno dei più affermati Advisor tecnico/legali a livello italiano, lo studio Gianni, Origoni & Partners, per l’assistenza alla redazione della documentazione di gara e per la gestione degli eventuali contenziosi[4].

Infine un ultimo esempio, l’azione di un privato cittadino un tassista romano, il quale ci spiega come affrontare un investimento volto al risparmio energetico, utilizzando per la risorsa finanziaria derivante dal risparmio programmato.
Lo scorso 25 luglio Giuliano Ferrara sul Foglio pubblica un articolo dal titolo “Il paradigma del tassinaro” in cui si parla di come un giovane e sveglio tassista, abbia singolarmente affrontato il doppio tema del risparmio energetico e del’abbattimento della CO2 per il proprio taxi provvedendosi di un’auto con motore ibrido. Interpellato dal giornalista, il giovane tassista con entusiasmo afferma che “il risparmio è eccezionale. Esercitare la professione gli costa, per la parte decisiva dell’alimentazione del motore in città, esattamente la metà. E con quel risparmio intorno ai 300 €, lui ci paga le rate dell’auto ibrida. Il mezzo di produzione del reddito in regime di autorizzazione o licenza se lo paga con l’aumento del reddito disponibile derivato dalla natura tecnologica innovativa del mezzo.”

Il principio sul quale vorrei attrarre l’attenzione è proprio questo, la capacità finanziaria insita nel risparmio programmato al fine di realizzare progetti di efficientamento energetico, che, a conti fatti, è applicabile a qualsiasi azione legata al risparmio energetico.
Brevemente, l’ultimo argomento riguarda la nuova legge per il verde pubblico L10/2013 della quale elenco brevemente solo alcuni concetti:

1 il verde pubblico non deve essere più considerato capitolo di spesa, ma infrastruttura fatta di capitale naturale dai molteplici benefici economici e di risparmi.

Ad esempio la mitigazione dell’inquinamento atmosferico per l’effettiva rimozione degli inquinanti atmosferici per assorbimento da parte delle foglie, la termoregolazione e mitigazione dell’effetto isola di calore urbana, la mitigazione dell’inquinamento acustico, la regolamentazione del ciclo delle acque, la minore spesa a livello sanitario per danni da inquinamento alla salute pubblica. Consiglio la lettura della “Relazione annuale 2013” redatta dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, la quale è parte integrante della L. 10/2013.

Concludo riportando il grafico del NOAA[5] sull’andamento dell’accumulo delle emissioni di CO2. Le misurazioni e i confronti sono stati possibili grazie agli studi eseguiti su campioni di aria dei vari periodi esaminati e trovata  intrappolata nella neve stratificata sui ghiacciai[6].


(traduzione alla nota 6) Le modifiche anteriori al 1978 per le concentrazioni di CO2 gas serra equivalente basano sulle misurazioni continue delle stesse e riportate nel diagramma. Le misura anteriori al 1950 sono tratte da D. Keeling [Keeling et al., 1958], mentre quanto trovato nelle nevi accumulate nei ghiacciai è tratto da [Machida et al., 1995, Battle et al., 1996, Etheridge, et al., 1996; Butler, et al., 1999]. La CO2 equivalente misurata in ppm (parti per milione) è la combinazione di concentrazione di CO2 radiazioni prodotte  dai vari gas serra nel corso del loro periodo di permanenza in atmosfera."
                                                                                                           Cinzia Giovine





[1] Il Dlgs 63/2013, convertito in L 90/2013 ha recepito la direttiva 2010/31. Il Dlgs 102/2014 ha recepito la direttiva 2012/27.
[2] La classe energetica A prevede un consumo < 30 Kwh/mq annuo = < 3 litri gasolio-mcgas/mq annuo.
La classe energetica G prevede un consumo > 160 Kwh/mq annuo = > 16 litri gasolio/mq annuo.
In pratica posto che 1 mc di gas costi 1 € e che la combustione di 1 mc di gas metano produca  0,45 kg di CO2, un appartamento di mq 100 in classe A, per la climatizzazione inverno, ha un costo su base annua pari a circa € 300 ed immette in atmosfera  160 kg di CO2
Lo stesso appartamento in classe G per le stesse prestazioni ha un costo di € 1.600, e immette in atmosfera circa 800 kg di CO2.

[3] In Italia, le nuove costruzioni devono, quindi, rispondere agli standard normativi messi a punto negli ultimi anni (50% produzione di acqua calda sanitaria FER DLgs 28/2011 e classe energetica minima dell’edificio pari a “C” DM 26-9-2009), ma anche le ristrutturazioni importanti (25% della superficie lorda) comportano che l’edificio sia sottoposto ad interventi di efficientamento energetico.

[4] Per maggiori dettagli si veda l’articolo “Aggiudicato il primo Contratto in Italia per il Risparmio Energetico degli Edifici Pubblici con Garanzia di Risultato” pubblicato a cura dell’unità di progetto diretta dal Settore Energia in collaborazione con il Settore Appalti della Provincia di Milano. Dirigente di riferimento a capo del progetto ing. Sergio Zabot.
[5] (NOAA – Natioanal Oceanic & Atmospheci Administration – Research)

[6] Pre-1978 changes in the CO2-equivalent concentration and AGGI (Annual Greenhouse Gas Index) based on the ongoing measurements of all greenhouse gases reported here, measurements of CO2 going back to the 1950s from C.D. Keeling [Keeling et al., 1958], and atmospheric changes derived from air trapped in ice and snow above glaciers [Machida et al., 1995, Battle et al., 1996, Etheridge, et al., 1996; Butler, et al., 1999]. Equivalent CO2 atmospheric amounts (in ppm) are derived with the relationship between CO2 concentrations and radiative forcing from all long-lived greenhouse gases.



1 commento:

Anonimo ha detto...

Al riguardo dei Gas Serra e sul protocollo Europeo 20-20-20 propongo questo mio articolo su di un convegno presso la Camera dei Deputati in cui è intervenuto anche l'illustre prof. Massimo Scalia parlando di energia e di cambiamenti climatici
http://vitosideb.wordpress.com/2012/03/02/spunti-e-considerazioni-dal-convegno-del-24-febbraio-2012-su-scientificita-qualita-e-professionalita-della-naturopatia/