domenica 5 maggio 2013

Un Governo automatico


Ricordate l'automa descritto da Walter Benjamin nella sua prima tesi di Filosofia della Storia? Ebbene il governo attuale ne è purtroppo una fedele riproduzione: Letta è il fantoccio, ma sotto, con un sistema neppure troppo illusorio di specchi, siede, provvisto di tutti gli strumenti del caso, un nano. Costui è un asso nel gioco delle manipolazioni e delle illusioni e guida per mezzo di fili mediatici e istituzionali la mano del burattino. Qualcosa di simile a questo congegno è quanto ci ha apparecchiato e servito nelle settimane scorse Re Giorgio I. Ma diversamente dalla Tesi di Benjamin non è il fantoccio a riportare la vittoria nella partita a scacchi ma inesorabilmente il nano B. E questo naturalmente sinché noi cittadini non ci decideremo a cambiare sia gioco che tavolo.

Spostando il dibattito sull'IMU e sulla riduzione delle imposte patrimoniali Berlusconi ha già dimostrato chi governerà il Paese nei prossimi mesi. La sua campagna elettorale si era svolta proprio all'insegna di questa delirante promessa: "votatemi e toglierò l'IMU".
Meno tasse sulla casa aiuta certo chi ha una casa o più case (grandi, piccole? monolocali o Palazzi?).
Ma come si aiuta chi non ha una casa, né un lavoro, né soddisfatti i diritti essenziali, i servizi di base? Un tempo per la Sinistra era chiaro che una politica anti-recessiva voleva dire prima di tutto più spesa pubblica, cioè più Istruzione, più Sanità, più aiuti ai deboli, più lavori e servizi pubblici. Ora nessuno parla più di questo con forza e autorità. Anzi molti si vergognano di usare questa parola: SPESA PUBBLICA.
E' purtroppo la conferma che in questo Paese la Sinistra è moribonda, o comunque gravemente malata. Prendiamone atto.
Per ricostruire una nuova stagione e una nuova visione della Società bisognerà rovesciare quel paradigma privatistico, competitivo e discriminatorio che in questi anni ha fatto breccia nelle nostre vite e nel nostro pensiero producendo enormi danni sociali ed etici.
Eppure la stessa società di mercato americana ha imparato la lezione e sta cominciando a invertire la rotta rispetto a quel modello che noi invece riceviamo e assimiliamo quotidianamente in dosi massicce dai media e dalle istituzioni.
Gli USA di Barak Obama hanno creato nel solo mese di aprile 165 mila posti di lavoro e il tasso di disoccupazione federale è tornato ai livelli precedenti alla crisi del 2008. All'opposto, in Italia continuiamo a occuparci della cosiddetta stabilità finanziaria mentre la disoccupazione non smette di crescere.
Rompere subito il Patto di Stabilità, dire no al Fiscal Compact (che come un vampiro succhierà 40 miliardi di risorse pubbliche preziose per l'economia italiana), rilanciare la ricerca, l'Università, i servizi pubblici essenziali con un Piano straordinario di investimenti, introdurre subito il reddito di cittadinanza. Le risorse? Ci sono, basta volerlo: solo la spesa militare italiana può contribuire senza ridurre gli organici con almeno 35 miliardi di euro (leggetevi l'ultima inchiesta de l'Espresso).
Su questo dovremo misurare nelle prossime settimane le proposte politiche di questo Governo. Il resto è solo placebo. E un placebo molto ma molto amaro.

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