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domenica 6 luglio 2014

Giampietro Pizzo e Maria Rosa Vittadini agli stati generali di Venezia

In questa videoregistrazione che vi invitiamo a seguire, molti cittadini Veneziani provenienti da varie associazioni operanti nel territorio Comunale di Venezia si sono incontrati presso il Palaplip di Mestre per comprendere, discutere e proporre idee e scenari possibili futuri e immediati considerati gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto negativamente la città ed i cittadini di Venezia e Mestre nel loro complesso. Per Veneziacambia2015 (www.veneziacambia2015.org ) sono intervenuti Giampietro Pizzo e Maria Rosa Vittadini a seguito dell'appello già rivolto ai cittadini veneziani precedentemente agli avvenimenti che hanno coinvolto il Comune di Venezia e l'affaire MOSE, il 15 maggio 2014 in tempi non sospetti quasi prevedendo questa debacle.



giovedì 7 novembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Gianluigi Placella (M5S), terzo incontro


Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 4 novembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con il consigliere comunale di Venezia Gianluigi Placella del Movimento 5 Stelle che ci ha raccontato la sua nuova e appena iniziata esperienza in Consiglio Comunale per essere stato chiamato a sostituire il Consigliere dimissionario Gavagnin solo pochi mesi fa.
Nell'esposizione stringata della sua biografia fanno spicco la sua esperienza come medico ortopedico ospedaliero da alcuni anni in pensione, la sua partecipazione come atleta nazionale di scherma alle Olimpiadi di Monaco del 1972, nessun precedente nell’attività politica, e la sua partecipazione al Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino con cui ha organizzato anche qua a Venezia alcuni incontri.
Qui di seguito vengono riportati alcuni spunti tratti dalle parole di Gianluigi Placella che si definisce un cittadino prestato alla politica, cittadino che occupa questo seggio in Consiglio perché altri candidati al seggio più giovani che erano avanti per diritto di precedenza nella lista dei votati, hanno, per questioni di tempo legati specialmente ad impegni di lavoro non concilianti con il tempo da dedicare all’attività di consigliere comunale, rinunciato all’incarico, cosa abbastanza rara, sottolinea Placella, nella politica.
Nell’attività del Consiglio comunale Gianluigi Placella ha assistito spesso ad un gioco delle parti tra maggioranza e minoranze, anche all’interno delle stesse coalizioni, dinamiche di potere con segnali non espliciti, non chiari e quindi non imputabili o esplicitamente contestabili, di contrapposizioni che sono potenziali ostacoli allo svolgimento di determinate azioni: nella registrazione video fa l’esempio della notte del bilancio (giornata in cui è stato approvato il bilancio).
Anche se la parola consociativismo (che prevede accordi di interesse) non è stata apertamente nominata, pur tuttavia, nell’attività del consiglio si scende spesso a compromessi che presuppongono una gestione corporativistica, invece dell’auspicabile forma di conciliazione che invece presuppone una gestione sociale, appunto auspicabile da Placella.
Placella ha la sensazione che spesso si assiste a un mercato della vacche, non per mancanza esplicita di competenze e preparazione professionale da parte di molti consiglieri, ma perché c’è un sistema che per consuetudine lavora in un certo modo: ci sono tantissime individualità che non aspettano altro di poter credere e poter seguire input diversi. Ad un’inerzia culturale insita vi è anche la possibilità/probabilità che certe azioni nascondano interessi di parte (citate le questioni Casinò e MOSE).
Secondo Placella sarebbe da distinguere Venezia da Mestre, mette in evidenza che sono 2 realtà molto diverse: Placella ha il sentore che si stia andando verso la vendita di Venezia insulare, e la città metropolitana, la ventilata PATREVE, potrebbe far in modo che la gestione privata e privatistica della città si aggravi ancor di più e che in futuro si potrebbe dare in concessione anche l’intera isola di Venezia come per esempio oggi si è data in concessione la Misericordia per 40 anni!
Anche i Centri Commerciali sono isole private mentre qui a Venezia ci sarebbe più che mai bisogno di negozi di vicinato per i cittadini.
Secondo Giampietro Pizzo che interviene anche come stimolatore/moderatore del dibattito, la fabbrica del turismo non è un dato acquisito come sembra sia appurato dagli attuali amministratori della città, si può ancora sterzare e concorda con Placella che a Venezia va ripristinata una biodiversità sul piano del tessuto economico e sociale.
Certamente si fa fatica a contrastare l’economia legata al turismo, la monocultura imperante, e di questo ne risente tutta la città che è diventata invivibile per i Veneziani e tocca da vicino anche la finora fallimentare politica della residenzialità, l’esodo continuo verso la terraferma, problema su cui sono intervenuti con visioni abbastanza convergenti molti dei presenti al dibattito.
Secondo l’attuale trend se un residente non produce turismo e/o attività produttive legate al turismo per l’amministratore diventa un intrigo, perchè bisogna spendere in servizi al cittadino, mentre  ad una massa di turisti sempre se ne sostituisce un’altra, pur se maltrattati anche loro per la carenza e l’alto costo dei servizi (vedi ad esempio l’alto prezzo dei biglietti del trasporto pubblico).
Nella politica della residenza sinora c’è stata poca trasparenza nei criteri gestionali soprattutto da parte dell’ATER, oltre che del Comune.
Il tram che fa capolinea a San Basilio per esempio non offre niente al quartiere, ai residenti di quella zona, e per le stesse premesse con cui viene affrontata l’idea, questo avrebbe potuto far ugualmente capolinea nel sestiere di Cannaregio!
Maurizio Ruzzene solleva le questioni del debito pubblico e della finanza che impediscono di fare alcunché per la comunità e per i cittadini, perchè i giochi li fa il sistema e le redini son tirate dal sistema economico/finnaziario medesimo: Ruzzene comunque fa notare che vi è un gruppo di cittadini che spinge per cercare di risocializzare e di rendere nuovamente pubblica la Cassa Depositi e Prestiti e per questo vi sarà una dimostrazione davanti agli uffici postali nei prossimi giorni: i risparmi postali vanno alla Cassa Dep. e Prestiti che finanzia le attività pubbliche e i Governi, e ciò non avviene perché al momento la Cassa Dep. e Prestiti è stata privatizzata.  Ruzzene afferma che Grillo e il Movimento 5 Stelle specie in passato erano abbastanza sensibili a queste problematiche e chiede che vengano riprese in considerazione con energia.
Giulio Coniglio nel suo intervento afferma che a Venezia vi sono dei poteri forti, una specie di cartello che impedisce che vi sia una reale politica di servizi rivolta ai residenti, per gli abitanti veneziani.
Placella rispondendo a Ruzzene afferma che sono ben accette tutte le proposte fatte da cittadini professionalmente competenti nelle loro rispettive materie e afferma ad esempio che anche nel comitato No Mose vi sono delle eccellenti professionalità.
Menzionando il cartello scritto e visibile durante le proteste per il passaggio delle grandi navi (Venezia muore per il turismo), Placella afferma che per Venezia si potrebbero richiedere ed esigere condizioni molto più vantaggiose per la città ed i suoi cittadini.
Vito Simi de Burgis  accennando al grave problema della residenzialità ed al conseguente continuo spopolamento del centro storico, chiede che per alcune case comunali in affitto ai residenti Veneziani da più di venti/trent’anni  in centro storico, vi sia la possibilità di essere acquistate a riscatto dagli affittuari, naturalmente vincolandone l’acquisto a determinate condizioni e questo per garantire anche ai propri figli una residenzialità certa e sicura in questo periodo in cui il trend verso lo spopolamento del centro storico tende sempre più ad aumentare.
Placella risponde che certamente un  ricambio abitativo in questi casi potrebbe essere opportuno ed una certa dose di alienazione potrebbe essere effettuata.
Il dibattito che si consiglia di seguire nella videoregistrazione per una maggiore completezza informativa e per evidenziarne l’ottima predisposizione all’ascolto ed al dialogo oltre che del consigliere anche di tutti i convenuti, termina con le considerazioni di Gianluigi Placella che afferma che con questo sistema economico siamo portati a dimenticare che siamo titolari di diritti fondamentali, ne abbiamo perso la consapevolezza e dobbiamo riacquistarla; attualmente nella società vi è una prevalenza del potere economico sull’idea di una reale democrazia e ci siamo dimenticati che il diritto fondamentale è quello di esistere: con quanto è stato fatto sinora attraverso il Movimento 5 Stelle si invitano tutti i cittadini a riappropriarcene.

mercoledì 10 luglio 2013

lunedì 13 febbraio 2012

Venezia: è tempo di Bilancio

Lettera aperta al Sindaco di Venezia

Bilancio: affrontare la crisi con democrazia, responsabilità e coesione sociale

Egregio Sindaco,
Con la manovra del Governo Monti, la finanza comunale si troverà di fronte a decisioni difficili e cariche di conseguenze: tagliare ulteriormente i servizi pubblici essenziali oppure uscire dal Patto di stabilità.

Negli ultimi due anni, la discussione e l’approvazione del Bilancio del Comune di Venezia hanno risentito di un clima di emergenza che ha portato a decisioni dell’ultimo minuto per poter “fare cassa“ e per salvare, in qualche modo, il salvabile. Ciò ha portato all’impoverimento del patrimonio pubblico e dei beni comuni; i proventi di queste operazioni sono stati indirizzati alla gestione ordinaria con grave pregiudizio per il futuro della città.
Che cosa ci si può attendere nel 2012? Quali saranno le linee guida che l’Amministrazione comunale intende perseguire quest’anno?
Riteniamo che questo momento difficile possa essere un’opportunità per giungere a scelte migliori, partecipate e non subite, con un guadagno per la crescita della democrazia e della coesione del tessuto sociale. Noi pensiamo che, sulla scorta di tante esperienze anche italiane, sia possibile aprire un percorso di democrazia partecipativa sul bilancio comunale 2012.

Abbiamo davanti un tempo ragionevole per compiere un iter che preveda di:
- informare i cittadini, con un Town Meeting (incontro pubblico aperto alla città), in merito allo stato delle entrate e delle uscite della finanza comunale e delle risorse disponibili (patrimonio comunale e livello di indebitamento);
- formulare, attraverso il lavoro di una commissione aperta, con la possibilità di consultare le strutture amministrative comunali, una proposta di bilancio preventivo che individui le scelte e le priorità nell’uso delle risorse comunali;
- giungere a proporre, grazie a questo percorso - in cui ogni tappa sarà trasparente e pubblica - soluzioni adeguate, condivise e quindi sostenibili.

I risultati del lavoro preparatorio dovrebbero essere disponibili entro il mese di aprile per poter alimentare un dibattito rigoroso sulle opzioni possibili.
Questo processo di partecipazione cittadina costituirebbe un prezioso contributo nella preparazione del principale atto amministrativo del Comune in un clima di un buon governo cittadino. È chiaro che la decisione ultima spetterà al Consiglio comunale che potrà però avvalersi di un contributo partecipato e condiviso.

Egregio Sindaco, confidiamo che lei, insieme alla Giunta e al Consiglio comunale, possa assumere con chiara volontà politica questa richiesta di partecipazione e condivisione di quel cruciale atto di indirizzo politico che è il Bilancio, atto da cui dipendono quelle scelte che coinvolgono il futuro della vita dei cittadini e della città.


bilanciopartecipatove@gmal.com


firmatari della richiesta
40xVenezia
Coordinamento Io Decido
Fondamente
Venessia.com
Aglaia
Consulta dell'Ambiente
Associazione Spiazzi
Associazione Il Villaggio (Venezia-Lido)
Matrioska
Comitato Acqua Bene Comune

contatto diretto
bilanciopartecipatove@gmal.com