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giovedì 26 dicembre 2013

I consiglieri comunali di Venezia ci raccontano: Jacopo Molina (PD), settimo incontro.



Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 10 dicembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro (il settimo della serie) con il consigliere comunale di Venezia Jacopo Molina del PD che ci ha raccontato la sua attuale esperienza in Consiglio Comunale con molti particolari e vicende interessanti di cui è stato partecipe e protagonista anche con spunti autonomi ed indipendenti rispetto alle linee politiche del suo partito. Jacopo Molina svolge contemporaneamente  la sua professione di avvocato che per lui è un modo di tenersi in contatto quotidiano con la realtà senza lasciarsi coinvolgere in maniera totalizzante dall’impegno politico. A seguito dei numerosi e stimolanti interventi dei partecipanti, delle dettagliate e ampie illustrazioni e osservazioni di Molina e dell’interessante dibattito che si è svolto, son state sviscerate a 360 gradi le attuali problematiche in cui è coinvolta la città di Venezia ed il suo territorio.
In ogni caso ecco di seguito alcuni punti salienti sia della sua biografia, che degli argomenti trattati e dibattuti: iscritto dal 2002 nei DS che poi si è “trasformato” in PD, Jacopo è presente nel consiglio comunale di Venezia già dal 2008, e, in prospettiva delle elezioni del 2015 e di un rinnovamento della politica cittadina da quell’anno, ha sostenuto in prima fila la candidatura di Matteo Renzi alle ultime primarie per l’elezione del segretario a guida del PD.
A tale scopo è stato uno dei fondatori dell’”Associazione Adesso Venezia Mestre” costituita al fine di far partecipare qualsiasi cittadino che ne avesse l’intenzione alla vita politica senza essere necessariamente iscritto ad un partito politico e come superamento dei comitati cittadini che avevano sostenuto Matteo Renzi l’anno precedente nelle primarie in cui era stato eletto Bersani.
Jacopo sente l’esigenza di una spinta al rinnovamento della politica e spesso ha svolto un forte controllo sull’operato del Consiglio comunale, anche sostenendo il ruolo di “grillo parlante” all’interno dell’attuale maggioranza con posizioni di autonomia e critica rispetto alle questioni affrontate. J. Molina si ritiene progressista e riformatore di sinistra e alle domande di Gilberto Brait che chiede sostanzialmente se con l’affermazione di Renzi cambierà qualcosa qui a Venezia all’interno del PD, Molina sostiene che qualcosa necessariamente deve cambiare perché il PD non può rimanere sulle posizioni in cui sinora è stato in città allo scopo principale di mantenere determinati bacini di voti.
Jacopo Molina evidenzia che senz’altro nel PD è subentrata una certa stanchezza fisiologica dopo tanti anni di governo della città dal 1993 ininterrottamente e/o dal 1975 se si vuole considerare un intermezzo consigliare di centro destra: a tal fine afferma che è ora di distinguere nettamente tra parte politica e parte burocratica mantenendo le rispettiva competenze su piani distinti evitando che ci sia un’osmosi che è negativa ai fini dell'amministrazione della città.
Come i consiglieri intervenuti nei precedenti incontri, anche Molina fa notare che pur essendo il consiglio comunale l’unico organo eletto direttamente dai cittadini, in realtà questo ha un peso funzionalmente residuale nella conduzione politico/amministrativa della città, con conseguenze che possono essere anche gravi: per esempio i piani urbanistici attuativi fino a circa 2 anni fa venivano adottati dalla Giunta e approvati dal Consiglio, mentre ora dal 2011 invece sono adottati ed anche approvati dalla Giunta, a meno che non comportino delle difformità dallo strumento urbanistico generale.
Aggiunge che anche altre questioni ed interventi importanti per la città non vengono esaminati dal Consiglio, per non parlare dei 3 commissariamenti governativi straordinari (per il Lido, per l’escavo dei fanghi di porto Marghera e per i problemi degli allagamenti della Terraferma) chiamati dagli ultimi 2 Sindaci (Cacciari ed Orsoni): così il Consiglio Comunale è stato ancor più messo in un angolo!
Jacopo Molina vuole anche sottolineare che in città anche la candidatura di Civati alla primarie è stata molto votata, per cui è evidente che le 2 candidature più di rottura hanno ottenuto maggiori consensi, segno questo che sia nel PD che in città è necessario cambiare qualcosa.
Alle primarie non hanno votato solo gli iscritti, ma moltissimi cittadini, e numericamente ci sono le condizioni per cambiare passo, anche se è opportuno attendere le fasi congressuali comunale e regionale per individuare un prossimo segretario che segni una discontinuità con il passato e che sia amministrativamente competente.
Jacopo fa notare che tanti si sono avvicinati alla mozione Renzi, alcuni anche per convenienza: in Giunta ci sono assessori che sino a poco tempo fa hanno appoggiato e sostenuto Bersani, per cui non è sufficiente che da poco si siano convertiti a Renzi, devono cambiare passo con atteggiamenti maggiormente autonomi e indipendenti, anche se si sa che le delibere di Giunta sono per regola votate all’unanimità.
Nei circoli senz’altro le cose possono cambiare, anche se il tema del rinnovamento in generale è complesso.
Giampietro Pizzo chiede come ci si attiva per rinnovare il patto fiduciario con i cittadini senza perdita di pezzi di democrazia ed evitando il possibile grosso problema del “gattopardismo”.
Molina spiega che bisognerà aspettare il 2015 per iniziare a vedere qualche risultato.
Jacopo Molina cita alcuni esempi di mala e/o cieca amministrazione come la vendita delle azioni Save per problemi col bilancio a dicembre 2012, il bilancio fatto a colpi di assestamenti, atti di straordinaria amministrazione per sostenere la spesa corrente, cita l’esempio dell’operazione Casinò, (perché 140 milioni di euro nel primo biennio per coprire spesa sino al 2015 vera ipoteca di una scelta politica che viene messa su chi governerà la città nei prossimi 5 anni e forse anche più); Giampietro Pizzo: insipienza, incapacità o interessi in queste manovre?
Molina: bisogna avere obiettivi di medio/lungo termine, non pensare solo all’immediato domani!
Parlando sempre dell’esempio del Casinò, Molina fa notare come in Italia solo 4 Comuni hanno la possibilità di avere un casinò, e farlo passare come una palla al piede si potrebbe dire sia deplorevole.
Continuando Molina affronta l’argomento delle partecipate e nota come tra Comune e sue partecipate vi siano più o meno circa 10.000 dipendenti, ed è normale che tale amministrazione appaia spesso come un inefficiente enorme carrozzone, mentre bisognerebbe valorizzare maggiormente chi ha veramente voglia di fare, e qui cita l’esempio della vergognosa cessione da parte di Veritas di una fiore all’occhiello della sua costituita Veritas Energia di cui è stato ceduto il 51% alla sua maggior concorrente Ascopiave.
Il rapporto tra società partecipate ed Ente locale si sfilaccia sempre di più perché alcune società a loro volta ne costituiscono altre: a questo proposito Giampietro Pizzo fa notare come vi sia un deficit d’informazione allarmante sia per mancanza di comunicazione ai vari livelli, sia per gemmazione di società commerciali di diritto privato, anche con lo scopo di bypassare il patto di stabilità.
Alcuni partecipanti all’incontro lamentano una quasi totale mancanza d’informazione, il cittadino non sa niente e con questo si inficia lo stato della democrazia: l’informazione non solo dovrebbe essere chiara e trasparente, ma anche completa.
Il dibattito attorno alla democrazia ed alla partecipazione democratica ha assunto e sta assumendo un ruolo sempre più importante e centrale anche se ad esempio ancora oggi le varie consulte costituite sono state solo degli “sfogatoi” senza contare veramente nella costruzione e nella progettualità della vita cittadina.
Giovanni Levi interviene affermando che le partecipate sono un atto criminale, gran parte dell’attività comunale così sfugge a qualsiasi controllo: è più importante governare che partecipare!
Molina auspica che siano eliminate le partecipate delle partecipate per almeno accorciare la filiera e rendere tutto più trasparente.
Molina fa notare come ancora oggi la Giunta si tiene a porte chiuse e a volte si fa difficoltà a conoscere persino l’Ordine del Giorno anche per i Consiglieri medesimi.
Viene affrontata la questione della trasparenza dell’azione politica e sociale comunale: le determine che impegnano l’ammninistrazione verso l’esterno devono essere pubblicate in modo sistematico, non a spot: ’albo pretorio on line ha anche valore legale non solo di notizia.
Da alcuni dei partecipanti comunque viene rilevata la mancanza di orientamento, la capacità di capire dove siano i veri problemi: quali sono le vere priorità, e chi fa l’esercizio di priorità e dei pesi?
Molina ammette che vi è ancora carenza nella costruzione delle delibere.
Altri punti affermati nei discorsi di Molina: nel 2015 in città il candidato sindaco dovrà essere individuato per il tramite di primarie; bisogna dare un segnale di cambiamento nel gettito tributario; maggior chiarezza e verifiche sui fondi che arrivano dalla City tax; viene citato il caso di un emendamento di Giunta che destina il trasferimento di 300mila euro alla Fondazione Musei per un buco di 276.00,00 effettuato per una mostra (Manet); citato a proposito del rapporto tra pubblico e privato il caso del “monstrum” giuridico che è Venezia Nuova (polo di imprese private perché c’è ancora attività d’impresa) che si concentra solo sul Mose (mentre vi sarà da risolvere dal 2016 il problema della sua manutenzione!): qui il direttore generale fa anche l’Amministratore delegato di Tetis; Vega: altro problema con 10 milioni di debiti (nemmeno sati capaci di fare speculazione edilizia!); conflitti d’interessi in Comune a Venezia, inopportunità politica, questione morale e penale; bisogna separare le partite correnti dai piani d’investimento, ricostruire la dimensione della finanza straordinaria per investimenti straordinari; affrontato il tema della legge speciale per Venezia; tema della città metropolitana e delle opportunità per Venezia e Mestre.
Giampietro Pizzo fa notare con un suo intervento che bisogna evitare che siano manovre in cui vi siano lacrime e sangue: vi è una privatizzazione eccessiva del territorio (Costa va per conto suo, Marchi, Mantovani e Consorzio Venezia Nuova son privati) per cui vi è una mancanza di visione e di coesione d’azione.
Molina aggiunge che neanche il canal Grande e quello di Murano fanno parte del territorio del Comune di Venezia (sono dello Stato) e la gronda lagunare nord è della Save!
Il dibattito è poi proseguito toccando diverse altre questioni tra cui commercio, residenzialità etc. etc., con i contributi di gran parte dei presenti: si consiglia di ascoltare la videoregistrazione effettuata per una maggior completezza dell’informazione.
 

venerdì 13 dicembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Nicola Funari (del Gruppo Misto), sesto incontro.



Promosso da Fondamente  per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 5 dicembre 2013 presso la Casa dei Mori in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro (il sesto della serie) con il consigliere comunale di Venezia Nicola Funari del Gruppo Misto che ci ha raccontato la sua attuale esperienza in Consiglio Comunale con molti particolari e vicende interessanti in cui è stato coinvolto, nonchè il suo impegno da sempre come cittadino nel sociale: Nicola Funari si definisce di ispirazione Cristiano Sociale e da questo derivano tutte le sue attività civili, sociali e politiche con aspetti di concretezza e fattività.
Alcuni spunti da quanto affermato da Nicola Funari durante l’incontro: di nascita romano si è poi trasferito a Venezia dove, lavorando in qualità di commercialista, ha sempre lavorato nel campo del volontariato organizzando vari centri sociali, case di riposo e la prima comunità per tossicodipendenti per poi passare alla Caritas; inizialmente iscritto nella Democrazia Cristiana, l’ala sinistra di base della DC, è entrato nella politica attiva contribuendo alla fondazione dell’Italia dei Valori (IDV) da cui poi è stato estromesso circa 2 anni fa, ovvero poco dopo le elezioni a Sindaco di Venezia di Orsoni, al cui programma elettorale e di lavoro aveva aderito, perchè ha espresso le sue opinioni in maniera indipendente ed autonoma dalle linee del partito, in quanto già dall’approvazione del primo bilancio comunale aveva messo in evidenza che tale programma non era stato rispettato ne tantomeno cercato di attuare soprattutto per quanto riguarda il Lido ed i vari commissariamenti le cui azioni son state tutte avvallate dal Sindaco e dalla Giunta.
Precedentemente a questa sua esperienza in Comune, Funari aveva ricoperto la carica di Assessore alla Cultura in Provincia facendo adottare un bando per organizzare i contributi ad associazioni, manifestazioni e progetti che altrimenti sarebbero stati erogati con metodi meno trasparenti.
Nicola Funari elogia e si identifica con quanto esprime l’attuale Papa Francesco che è in sintonia con lo spirito di servizio in politica e nella vita sociale che Nicola per tutta la vita cerca quotidianamente di attuare anche come volontario offrendo gratis il 50% del suo lavoro e delle sue consulenze in qualità di commercialista.
Funari dichiara di aver svolto con questo spirito di servizio la sua attività in Consiglio Comunale con interventi ed emendamenti continui, impegnandosi per la salvaguardia del territorio Veneziano per esempio dando voto contrario al progetto della darsena al Lido,  e così via citando il progetto delle villette a Caroman, il caso della gestione della Misericordia e la chiusura dell’Ospedale di San Clemente da lui voluto, per il quale è stato denunciato alla Corte dei Conti: Funari afferma che il Sindaco e la Giunta decidono su tutto senza passare attraverso il Consiglio.
Funari dice di essere sempre in contatto con i cittadini Veneziani di cui recepisce i malumori ed i desideri, ma quando si tratta di attuare alcune proposte e/o di intraprendere alcune lotte si ritrova spesso isolato e quindi lamenta che alla fine i veneziani non amano veramente la propria città: per avere un quadro completo e preciso di quanto da lui affermato e degli interventi degli altri  convenuti, vi invitiamo a seguire la video registrazione dell’incontro, qui di seguito postata.
 



sabato 2 novembre 2013

I consiglieri Comunali di Venezia ci raccontano: Claudio Borghello (PD), secondo incontro.



Promosso da Fondamente per la serie "I consiglieri Comunali ci raccontano", il 30 ottobre 2013 presso la Casa dei Mori, in Campo dei Mori a Venezia (http://goo.gl/maps/pVUgO ) è stato organizzato l'incontro con il consigliere comunale di Venezia Claudio Borghello /capogruppo PD partito di maggioranza in Consiglio) che ci ha raccontato la sua esperienza in Consiglio Comunale da 13 anni, la sua biografia, per poi arrivare a dibattere assieme ai presenti aspetti, nodi e questioni dell'agenda politica cittadina Veneziana.
Son state manifestate da parte di Borghello le difficoltà di tenere assieme una coalizione, di custodire un programma elettorale, delle grandi difficoltà di comunicazione verso la città e verso i cittadini, dei rapporti con il Sindaco e la Giunta che secondo Borghello, per l'attuale Testo Unico degli Enti locali ha un grande potere che riduce il potere di controllo e indirizzo del Consiglio con conseguente distacco tra le parti amministrative.
Son state sottolineate le differenze di approccio tra la precedente Giunta guidata da Cacciari e l'attuale Giunta guidata da Orsoni.
Secondo Borghello i veri problemi nascono dalla mancanza di una vera opposizione stimolante e soprattutto dalla mancanza di fondi: non vi è più la possibilità di accedere ai fondi ed ai residui della Legge Speciale e i fondi del Casinò sono drasticamente diminuiti; quindi il ritardo del programma di governo della città avviene perchè non vi sono le stesse condizioni economiche del 2010. In più Borghello sottolinea che su molte questioni i media mal informano i cittadini citando più commenti che reali dati e provvedimenti creando conseguente disinformazione e distacco con la Città. Son stati anche trattati i problemi del traffico in Canal Grande, dell'auspicabile riorganizzazione della Polizia Municipale, si è accennato al quadrante di Tessera, alle problematiche del Turismo a Venezia, allo spopolamento di Marghera ed alle problematiche di Mestre che secondo Claudio Borghello ha grandi potenzialità anche nel campo del turismo.
C'è stato anche qualche accenno alla difficoltà dei rapporti con i Dirigenti Comunali. Accenni anche alla situazione dello spostamento di molti uffici Comunali e quindi di dipendenti al Tronchetto.
Riassumendo appare che sia data priorità alla stabilità della coalizione a scapito di una reale governabilità.
Riguardo le problematiche della comunicazione, nel suo intervento Giovanni Levi fa notare che usualmente la politica istituzionale si rivolge alle categorie costituite, alle chiamiamole corporazioni (albergatori, commercianti, motoscafisti, gondolieri etc.etc.), mente si dovrebbero rivolgere anche e maggiormente alle problematiche proposte dai cittadini come per esempio al movimento no alle grandi navi, al movimento per la sanità a Venezia e via così.
Giulio Maria Coniglio, esprime il suo punto di vista sul turismo, sulle sue connessioni e su tutta l’economia indotta che ne consegue, facendo comunque notare che a Venezia vi è una grossa base di poteri forti, un cartello, usando la sua terminologia,  che non permette che le cose si svolgano in una maniera più trasparente e meno vincolata, condizionando la politica nel sociale e come conseguenza i residenti non ne hanno un reale beneficio.
Secondo Giampietro Pizzo che ha svolto in parte il compito di moderatore ed in parte il compito di contraltare, la crisi che sta vivendo la città è sostanzialmente dovuta ad una privatizzazione degli utili e dei profitti ed alla socializzazione delle perdite.
Sempre per Giampietro Pizzo, le regole decisionali applicate ora assomigliano di più a quelle della "fabbrica" che a quelle per la città.
 

lunedì 13 febbraio 2012

Venezia: è tempo di Bilancio

Lettera aperta al Sindaco di Venezia

Bilancio: affrontare la crisi con democrazia, responsabilità e coesione sociale

Egregio Sindaco,
Con la manovra del Governo Monti, la finanza comunale si troverà di fronte a decisioni difficili e cariche di conseguenze: tagliare ulteriormente i servizi pubblici essenziali oppure uscire dal Patto di stabilità.

Negli ultimi due anni, la discussione e l’approvazione del Bilancio del Comune di Venezia hanno risentito di un clima di emergenza che ha portato a decisioni dell’ultimo minuto per poter “fare cassa“ e per salvare, in qualche modo, il salvabile. Ciò ha portato all’impoverimento del patrimonio pubblico e dei beni comuni; i proventi di queste operazioni sono stati indirizzati alla gestione ordinaria con grave pregiudizio per il futuro della città.
Che cosa ci si può attendere nel 2012? Quali saranno le linee guida che l’Amministrazione comunale intende perseguire quest’anno?
Riteniamo che questo momento difficile possa essere un’opportunità per giungere a scelte migliori, partecipate e non subite, con un guadagno per la crescita della democrazia e della coesione del tessuto sociale. Noi pensiamo che, sulla scorta di tante esperienze anche italiane, sia possibile aprire un percorso di democrazia partecipativa sul bilancio comunale 2012.

Abbiamo davanti un tempo ragionevole per compiere un iter che preveda di:
- informare i cittadini, con un Town Meeting (incontro pubblico aperto alla città), in merito allo stato delle entrate e delle uscite della finanza comunale e delle risorse disponibili (patrimonio comunale e livello di indebitamento);
- formulare, attraverso il lavoro di una commissione aperta, con la possibilità di consultare le strutture amministrative comunali, una proposta di bilancio preventivo che individui le scelte e le priorità nell’uso delle risorse comunali;
- giungere a proporre, grazie a questo percorso - in cui ogni tappa sarà trasparente e pubblica - soluzioni adeguate, condivise e quindi sostenibili.

I risultati del lavoro preparatorio dovrebbero essere disponibili entro il mese di aprile per poter alimentare un dibattito rigoroso sulle opzioni possibili.
Questo processo di partecipazione cittadina costituirebbe un prezioso contributo nella preparazione del principale atto amministrativo del Comune in un clima di un buon governo cittadino. È chiaro che la decisione ultima spetterà al Consiglio comunale che potrà però avvalersi di un contributo partecipato e condiviso.

Egregio Sindaco, confidiamo che lei, insieme alla Giunta e al Consiglio comunale, possa assumere con chiara volontà politica questa richiesta di partecipazione e condivisione di quel cruciale atto di indirizzo politico che è il Bilancio, atto da cui dipendono quelle scelte che coinvolgono il futuro della vita dei cittadini e della città.


bilanciopartecipatove@gmal.com


firmatari della richiesta
40xVenezia
Coordinamento Io Decido
Fondamente
Venessia.com
Aglaia
Consulta dell'Ambiente
Associazione Spiazzi
Associazione Il Villaggio (Venezia-Lido)
Matrioska
Comitato Acqua Bene Comune

contatto diretto
bilanciopartecipatove@gmal.com